March 23rd, 2011

UEP

Capitolo 12 - Dies Horribilis


Francisco Goya, Saturno che divora i suoi figli (Madrid, Museo del Prado, 1820 circa)


 
 

12

Dies Horribilis

L’aria climatizzata è una carezza leggera sul viso pallido e tirato per via della forte emicrania che, da sempre, ti accompagna quando sei sottoposto a un forte stress emotivo.
Una fitta lancinante proprio sopra il sopracciglio destro, che a volte si propaga per tutto il cranio fino ad arrivare alla base della nuca.
Tanti piccoli rigagnoli di dolore che sfaldano la capacità di percezione, costringendoti spesso a cercare un po’ di sollievo nel buio.
È sempre stato così, soprattutto al ritorno dall’arena, quando in macchina l’adrenalina smontava e veniva sostituita dalla spossatezza.
Era l’unico momento in cui l’odore del sangue animale che impregnava il costume ti dava la nausea.
Il momento in cui hai cominciato a dubitare del cammino scelto, a domandarti se il gioco valesse la candela.
Se il prezzo pagato valesse la goduria effimera di un’uscita trionfale e compensi che gran parte degli aficionados non guadagneranno mai.
Mattoni sullo stomaco che si sono fatti sempre più pesanti nel corso degli anni, domenica dopo domenica, mattoni che nati d’argilla, si sono trasformati in piombo.
Mattoni che Daniel sapeva sempre come rimuovere.
Arrivato in albergo era confortante sentire le sue mani sulle spalle, per aiutarti a sfilare il bolero.
Sentirle indugiare sui fianchi quel tanto da strapparti un sorriso.
Sentirle premere i muscoli sotto la stoffa per farti rilassare e rabbrividire.
Era come se ti riportasse tra i vivi, dopo averti prestato alla morte per il pubblico godimento degli spettatori.
Un porto di carne e calore a cui era rassicurante tornare.
Soprattutto oggi.

Non ci voleva chissà quali doti da veggente per capire che l’incontro tra te e Felipe sarebbe stato un autentico disastro.
Troppo rancore e troppo tempo per ingrossarlo alimentandolo con continui fraintendimenti.
La presenza di Manuel, poi, non ha fatto che peggiorare le cose, da una parte e dall’altra, perché ha offerto a te nuovi motivi di invidia, e a lui un ulteriore fonte di nervosismo.
E quelle parole, che ancora rimbombano nelle orecchie.

 

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Un'estate pericolosa by Kuso Baba is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.